C'è un grillo che canta sotto la mia finestra.
Ora chiudo gli occhi e lo ascolto.
mercoledì 30 giugno 2010
martedì 29 giugno 2010
Mah?!
http://ummusama.wordpress.com/2010/02/12/si-puo-tenere-in-casa-un-cane/
Questa cosa non la sapevo.
Sinceramente so di essere strano. Io tollero i veli, i burqa e quant'altro. Non me ne può fregar di meno degli harem, che tanto turbano la coscienza occidentale. Non mi scompongo se passando per strada vedo due che stendono il tappetino e si mettono a picchiare craniate a terra pregando. Non mi interessa sentir parlare arabo fuori dai negozi o nella metropolitana. Sono convinto che tutti abbiano diritto al lavoro e alla casa, indipendentemente dalla razza, dalla religione e dal resto.
Però ecco.
Questa storia dei cani mi fa imbestialire.
Questa cosa non la sapevo.
Sinceramente so di essere strano. Io tollero i veli, i burqa e quant'altro. Non me ne può fregar di meno degli harem, che tanto turbano la coscienza occidentale. Non mi scompongo se passando per strada vedo due che stendono il tappetino e si mettono a picchiare craniate a terra pregando. Non mi interessa sentir parlare arabo fuori dai negozi o nella metropolitana. Sono convinto che tutti abbiano diritto al lavoro e alla casa, indipendentemente dalla razza, dalla religione e dal resto.
Però ecco.
Questa storia dei cani mi fa imbestialire.
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Rincoglionito
Punti per la cucitrice: 0 euro, dal magazzino della ditta.
Cucitrice: 0 euro, dal mio cassetto in ufficio.
Jeans: 10 euro e 50, al negozio dei cinesi.
Accorgersi alle 12.30 di avere i pantaloni completamente strappati sul culo e le chiappe al vento, cercare di riparare momentaneamente il danno con la cucitrice, comprare un nuovo paio di pantaloni al volo dai cinesi e poi cambiarsi nel bagno del bar prima di mangiare non ha prezzo.
Per tutto il resto c'è il Signore dei Bordelli.
Cucitrice: 0 euro, dal mio cassetto in ufficio.
Jeans: 10 euro e 50, al negozio dei cinesi.
Accorgersi alle 12.30 di avere i pantaloni completamente strappati sul culo e le chiappe al vento, cercare di riparare momentaneamente il danno con la cucitrice, comprare un nuovo paio di pantaloni al volo dai cinesi e poi cambiarsi nel bagno del bar prima di mangiare non ha prezzo.
Per tutto il resto c'è il Signore dei Bordelli.
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domenica 27 giugno 2010
Un po' di tutto
Casini in canile.
Non posso parlarne. I recenti guai internettiani mi hanno convinto, ahimè, a misurare le parole.
Casini nel Branco.
Del quale io non faccio più parte. Partecipo a una cena, mi siedo al tavolo con altra gente. Rido, faccio figure di merda, scatto foto. Loro sono in attesa, sulla sinistra. Non mi salutano, passandomi accanto si voltano dall'altra parte. Mi viene da ridere, poi uno di loro si stacca e viene a salutarmi. Ormai non mi stupisco più di niente, quindi se anche lui mi avesse ignorato sarebbe andata bene lo stesso, ma mi ha fatto piacere. Non sono a disagio, ma la serata è noiosa. Sono sempre state così noiose le nostre serate? Mamma mia. Alla fine il maschio alfa e la femmina alfa del Branco (il maschio alfa è ovviamente tornato sui suoi passi) cercano di convincermi a rientrare. Quasi nello stesso momento scopro che un membro del Branco (che tra l'altro fino a due mesi fa credevo essere una cara amica) ha cercato di sputtanarmi con una ragazza che conosco, dicendole che ho mandato in giro mail diffamatorie... la ragazza le ha chiuso la bocca con un bel "non mi interessa, non ne voglio sentir parlare, quello che turba le coscienze è che la ragazza ha 19 anni, la cara amica responsabile del nobile gesto sputtanatorio 39...
Questo comunque mi ha lasciato basito. Il Branco non mi ha mai detto in faccia il motivo della mia condanna, e io ho pensato (e tuttora penso sia così) fossero i contenuti del mio vecchio blog. L'indirizzo del quale è stato probabilmente divulgato a tutta la provincia dalla cara amica (che tra l'altro ha smesso misteriosamente di parlarmi e di incrociare il mio sguardo). Adesso viene fuori una storia di mail diffamatorie, tra l'altro assolutamente falsa.
Va beh non me ne frega un cazzo, come ho già detto sono stufo delle persone che si fanno scudo della propria depressione per giustificare tutto, io non sono depresso e non intendo fingere di esserlo per guadagnare la finta simpatia degli altri. Io sono piuttosto incasinato, preoccupato per alcune cose, ma sostanzialmente felice e con dei progetti da portare avanti.
Il mio blog è il mio diario, fermo su di esso pensieri momentanei, è un mezzo di comunicazione che amo, ma sostanzialmente non è nel podio delle cose più importanti della mia vita.
Comunque se frugare nel web cercando cose di cui accusarmi o inventare storie di giri di mail diffamatori vi fa sentire meglio continuate pure, sono felice di contribuire al vostro benessere psicofisico.
Ho trovato questa citazione e mi sembra rispecchi il mio pensiero al momento, anche se non ho visto il film in questione.
"Questa è la vita, e io sono innamorato di te. E' l'unica cosa di cui sono mai stato sicuro in tutta la mia vita. Sono molto confuso in questo momento e devo risolvere una serie di casini vari, ma non voglio più sprecare la mia vita senza di te. Ok? E secondo me ce la faccio, insomma, voglio farlo, dobbiamo farlo, vero? D'accordo?"
(Tratto dal film "Garden State")
Come al solito è un post ignobile, ma va beh.
Non posso parlarne. I recenti guai internettiani mi hanno convinto, ahimè, a misurare le parole.
Casini nel Branco.
Del quale io non faccio più parte. Partecipo a una cena, mi siedo al tavolo con altra gente. Rido, faccio figure di merda, scatto foto. Loro sono in attesa, sulla sinistra. Non mi salutano, passandomi accanto si voltano dall'altra parte. Mi viene da ridere, poi uno di loro si stacca e viene a salutarmi. Ormai non mi stupisco più di niente, quindi se anche lui mi avesse ignorato sarebbe andata bene lo stesso, ma mi ha fatto piacere. Non sono a disagio, ma la serata è noiosa. Sono sempre state così noiose le nostre serate? Mamma mia. Alla fine il maschio alfa e la femmina alfa del Branco (il maschio alfa è ovviamente tornato sui suoi passi) cercano di convincermi a rientrare. Quasi nello stesso momento scopro che un membro del Branco (che tra l'altro fino a due mesi fa credevo essere una cara amica) ha cercato di sputtanarmi con una ragazza che conosco, dicendole che ho mandato in giro mail diffamatorie... la ragazza le ha chiuso la bocca con un bel "non mi interessa, non ne voglio sentir parlare, quello che turba le coscienze è che la ragazza ha 19 anni, la cara amica responsabile del nobile gesto sputtanatorio 39...
Questo comunque mi ha lasciato basito. Il Branco non mi ha mai detto in faccia il motivo della mia condanna, e io ho pensato (e tuttora penso sia così) fossero i contenuti del mio vecchio blog. L'indirizzo del quale è stato probabilmente divulgato a tutta la provincia dalla cara amica (che tra l'altro ha smesso misteriosamente di parlarmi e di incrociare il mio sguardo). Adesso viene fuori una storia di mail diffamatorie, tra l'altro assolutamente falsa.
Va beh non me ne frega un cazzo, come ho già detto sono stufo delle persone che si fanno scudo della propria depressione per giustificare tutto, io non sono depresso e non intendo fingere di esserlo per guadagnare la finta simpatia degli altri. Io sono piuttosto incasinato, preoccupato per alcune cose, ma sostanzialmente felice e con dei progetti da portare avanti.
Il mio blog è il mio diario, fermo su di esso pensieri momentanei, è un mezzo di comunicazione che amo, ma sostanzialmente non è nel podio delle cose più importanti della mia vita.
Comunque se frugare nel web cercando cose di cui accusarmi o inventare storie di giri di mail diffamatori vi fa sentire meglio continuate pure, sono felice di contribuire al vostro benessere psicofisico.
Ho trovato questa citazione e mi sembra rispecchi il mio pensiero al momento, anche se non ho visto il film in questione.
"Questa è la vita, e io sono innamorato di te. E' l'unica cosa di cui sono mai stato sicuro in tutta la mia vita. Sono molto confuso in questo momento e devo risolvere una serie di casini vari, ma non voglio più sprecare la mia vita senza di te. Ok? E secondo me ce la faccio, insomma, voglio farlo, dobbiamo farlo, vero? D'accordo?"
(Tratto dal film "Garden State")
Come al solito è un post ignobile, ma va beh.
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venerdì 25 giugno 2010
Con il vuvuzela in culo
Ogni quattro anni c'è un estate in cui tutti gli Italiani si vogliono bene. L'unico momento in cui non esistono fedi politiche e durante il quale si sventola con orgoglio la bandiera tricolore.
Ho ricordi di serate calde, di televisione accese, di suoni di trombette e di clacson suonati fino all'alba senza che nessuno protestasse.
Quest'anno non ci sarà niente di tutto questo. Le bandiere sono state mestamente ritirate, a parte quelle nerazzure che ancora resistono. Gli unici clacson che suonano sono quelli ai semafori.
Speriamo almeno nelle serate calde...
Ho ricordi di serate calde, di televisione accese, di suoni di trombette e di clacson suonati fino all'alba senza che nessuno protestasse.
Quest'anno non ci sarà niente di tutto questo. Le bandiere sono state mestamente ritirate, a parte quelle nerazzure che ancora resistono. Gli unici clacson che suonano sono quelli ai semafori.
Speriamo almeno nelle serate calde...
mercoledì 23 giugno 2010
L'ultima cena ovvero un omicidio alle Cinque Terre
Le faceva gli occhi dolci dalla sera precedente. E lei lo trovava simpatico.
- Antipatico? - chiede speranzoso lo Sciacallo.
- Simpatico, Sciaca. Simpatico. - scandisce lei.
Lo Sciacallo non osa ribattere: hanno litigato per tutto il pomeriggio e si è preso pure uno schiaffo pacificatore. Si siede e legge il menù.
Ed ecco che lo squalo si avvicina. Sguardo magnetico, fisico snello e asciutto, modi affabili. Un solo dente in bocca.
Patetico, pensa lo Sciacallo.
Lo squalo con un unico dente comincia a ronzare intorno alla De Winter.
- Allora cosa prendi? - cinguetta.
- Prendo ancora la pasta con il salmone. - risponde lei.
- Va be', faremo un sforzo e prepareremo ancora la pasta con il salmone, solo perché sei tu... - inizia lo squalo.
La pioggia di stronzate viene arginata dallo Sciacallo, che interrompe abbastanza seccamente chiedendo un piatto di pasta al pesto. Lo squalo segna e poi seguita a ignorare la scomoda presenza del canide.
- E' buona la pasta? Hai bisogno di qualcosa? Di dove sei? Quanto rimani? E' l'ultima sera? No... mi mancherai...
Finalmente lo squalo si allontana per accompagnare dei clienti alle loro camere. Lo Sciacallo pensa di poter stare tranquillo, invece prima di allontanarsi l'orrido mostro marino mormora: - Ti dedicherò una cosa che ho scritto io, dopo.
Lo Sciacallo pensa ad un modo veloce per eliminare il rivale.
- Perché hai preso il pesto, che non lo digerisci? - chiede la De Winter.
Lo Sciacallo non digerisce nemmeno alcune creature marine, ma evita di dirlo.
Prima di uscire dal locale lo squalo recita una roba inascoltabile alla De Winter.
- Ti aspetto, torna presto. - sussurra alla fine. - Ah. Vale anche per te. - borbotta disgustato rivolgendo per qualche millesimo di secondo l'attezione sullo Sciacallo.
La mattina dopo lo Sciacallo è quasi felice di lasciare quel luogo di perdizione. Abbandona la De Winter in piazza coi bagagli e va a saldare il debito con il padrone della pensione. Mentre torna, da bravo e ingenuo amante, si ferma a comprare due brioches calde, senza pensare che il punto dove ha abbandonato la ragazza è proprio davanti al ristorante.
Torna indietro e si blocca a metà salita (una delle tante salite). Lo squalo ha trovato l'innocente (?!) De Winter da sola e ci sta provando spudoratamente. L'innocente (?!) nota lo sguardo da sciacallo dello Sciacallo e sta per scoppiare a ridere in faccia al pretendente.
Lo squalo continua a parlare con aria sognante, alla fine degna lo Sciacallo di uno sguardo e gli dice, con schifo, "ciao.
- Io sono lo Sciacallo, comunque. - ringhia il mangiatore di carogne alla carogna.
- Lo so. - risponde con noncuranza lo squalo, continuando poi nell'opera di seduzione.
Per fortuna arriva il pulmino verde ed ecologico e lo Sciacallo costringe la De Winter a salire anche se manca ancora un quarto d'ora alla partenza.
- Ma che voleva quel vecchio bavoso? - chiede poi.
- Niente. Mi ha solo dato il suo numero di telefono. - risponde lei.
Il quarto d'ora è finito e il pulmino si allontana dalla piazza, dai gatti, dalla camera vista mare e dal bigliettino appallottolato con il numero abbandonato con noncuranza in un'aiuola.
- Antipatico? - chiede speranzoso lo Sciacallo.
- Simpatico, Sciaca. Simpatico. - scandisce lei.
Lo Sciacallo non osa ribattere: hanno litigato per tutto il pomeriggio e si è preso pure uno schiaffo pacificatore. Si siede e legge il menù.
Ed ecco che lo squalo si avvicina. Sguardo magnetico, fisico snello e asciutto, modi affabili. Un solo dente in bocca.
Patetico, pensa lo Sciacallo.
Lo squalo con un unico dente comincia a ronzare intorno alla De Winter.
- Allora cosa prendi? - cinguetta.
- Prendo ancora la pasta con il salmone. - risponde lei.
- Va be', faremo un sforzo e prepareremo ancora la pasta con il salmone, solo perché sei tu... - inizia lo squalo.
La pioggia di stronzate viene arginata dallo Sciacallo, che interrompe abbastanza seccamente chiedendo un piatto di pasta al pesto. Lo squalo segna e poi seguita a ignorare la scomoda presenza del canide.
- E' buona la pasta? Hai bisogno di qualcosa? Di dove sei? Quanto rimani? E' l'ultima sera? No... mi mancherai...
Finalmente lo squalo si allontana per accompagnare dei clienti alle loro camere. Lo Sciacallo pensa di poter stare tranquillo, invece prima di allontanarsi l'orrido mostro marino mormora: - Ti dedicherò una cosa che ho scritto io, dopo.
Lo Sciacallo pensa ad un modo veloce per eliminare il rivale.
- Perché hai preso il pesto, che non lo digerisci? - chiede la De Winter.
Lo Sciacallo non digerisce nemmeno alcune creature marine, ma evita di dirlo.
Prima di uscire dal locale lo squalo recita una roba inascoltabile alla De Winter.
- Ti aspetto, torna presto. - sussurra alla fine. - Ah. Vale anche per te. - borbotta disgustato rivolgendo per qualche millesimo di secondo l'attezione sullo Sciacallo.
La mattina dopo lo Sciacallo è quasi felice di lasciare quel luogo di perdizione. Abbandona la De Winter in piazza coi bagagli e va a saldare il debito con il padrone della pensione. Mentre torna, da bravo e ingenuo amante, si ferma a comprare due brioches calde, senza pensare che il punto dove ha abbandonato la ragazza è proprio davanti al ristorante.
Torna indietro e si blocca a metà salita (una delle tante salite). Lo squalo ha trovato l'innocente (?!) De Winter da sola e ci sta provando spudoratamente. L'innocente (?!) nota lo sguardo da sciacallo dello Sciacallo e sta per scoppiare a ridere in faccia al pretendente.
Lo squalo continua a parlare con aria sognante, alla fine degna lo Sciacallo di uno sguardo e gli dice, con schifo, "ciao.
- Io sono lo Sciacallo, comunque. - ringhia il mangiatore di carogne alla carogna.
- Lo so. - risponde con noncuranza lo squalo, continuando poi nell'opera di seduzione.
Per fortuna arriva il pulmino verde ed ecologico e lo Sciacallo costringe la De Winter a salire anche se manca ancora un quarto d'ora alla partenza.
- Ma che voleva quel vecchio bavoso? - chiede poi.
- Niente. Mi ha solo dato il suo numero di telefono. - risponde lei.
Il quarto d'ora è finito e il pulmino si allontana dalla piazza, dai gatti, dalla camera vista mare e dal bigliettino appallottolato con il numero abbandonato con noncuranza in un'aiuola.
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Come in un film
E' finalmente rientrato il figlio del capo dal suo stage estero.
Ora lavorerà sempre qui.
Fianco a fianco con il padre.
E' una cosa commovente, sono così belli insieme, sembra un film.
Scemo e più scemo, per esempio.
Ora lavorerà sempre qui.
Fianco a fianco con il padre.
E' una cosa commovente, sono così belli insieme, sembra un film.
Scemo e più scemo, per esempio.
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