- Sono andati a fare la consegna e hanno lasciato qui queste cartucce, anche queste andavano consegnate in piazza LeoPardo Da Vinci.
[CollegaL ha chiaramente bisogno di ferie.]
mercoledì 9 giugno 2010
La lista per il mare
- Ho fatto la lista delle cose da portare al mare.
- La lista? Ma stiamo via tre giorni...
- La vuoi sentire?
- Sentiamo.
6 ore dopo
- Non so, forse ho dimenticato qualcosa. Vuoi che te la rilegga? Pronto? Ci sei ancora?
- La lista? Ma stiamo via tre giorni...
- La vuoi sentire?
- Sentiamo.
6 ore dopo
- Non so, forse ho dimenticato qualcosa. Vuoi che te la rilegga? Pronto? Ci sei ancora?
Intercettazioni
Non sono più entrato nel mio vecchio blog da quando è successo quello che è successo.
L'ho chiuso come poi ho chiuso con quello che qui chiamerò il Branco.
Ero già scocciato per diverse cose e il fatto che praticamente tutto l'hinterland milanese fosse improvvisamente a conoscenza dei miei post, nei quali tra l'altro parlavo anche di persone a me care e dei loro problemi, mi ha lasciato l'amaro in bocca, convincendomi che era ora di allontanarmi dal Branco.
Tenevo molto al mio sito, molto più di quanto si possa pensare. Non era praticamente visitato da nessuno, ma me ne importava sempre meno, era il mio rifugio e in esso riversavo le mie emozioni del momento.
Mi è stato detto, anche da persone che mi vogliono bene, che devo smetterla di utilizzare questa forma di comunicazione, che il diario si tiene chiuso nel cassetto e non pubblico sul web. Mi è stato detto che la colpa è mia, e va beh. Forse è vero, ma l'unica cosa che mi è rimasta da questa esperienza è una grande nostalgia del mio vecchio blog.
Probabilmente quando avrò la forza di rimetterci mano - per ora è escluso - riverserò tutti i post su questo nuovo blog, mettendoli privati, tanto per dare continuità alla cosa e non rinnoverò il contratto con aruba.
Come ho detto, avevo già deciso di lasciare il Branco quando è successo il patatrac.
Con la differenza che invece che andarmene normalmente, ho dato l'impressione di essermene andato con la coda tra le gambe, che può anche essere vero. Sicuramente me ne sono andato da perdente.
E addosso mi è rimasta una gran brutta sensazione, che non riesco a debellare. Stasera ho incrociato i loschi figuri artefici della distruttiva lettura, grazie a uno sveglione che li ha invitati nonostante fosse al corrente della storia. "Così al massimo chiarite", in realtà ho scoperto che mi hanno tolto il saluto. Io li ho salutati, ma poi sono rimasto in ansia tutta sera, con una gran voglia di andarmene. Tornare nel Branco è escluso, anche se io sono un mangiatore di carogne e di carogne lì ce ne sono in abbondanza.
Sto male solo al pensiero di rivedere ancora le loro facce.
Dopo due anni di Branco, mi è rimasto solo un gran senso di colpa - grazie - e una ancora più grande delusione. Delusione perché invece di chiarire - anche se nemmeno io ho una gran voglia di farlo - si preferisce evitare di salutare. Delusione perché il Branco era nato con l'idea di essere un luogo dove scrivere liberamente e il mio risultato è stato quello di chiudere il luogo dove scrivevo liberamente. Delusione perché nessuno mi ha chiesto di tornare, però mi hanno chiesto di restituire i soldi della cassa, che tenevo io - sono 35 euro. Delusione per i dubbi e le domande e le certezze di cui neppure ho voglia di parlare.
E ora ho la fissazione di non scrivere cose troppo dettagliate, nomi o nick conosciuti, per non farmi inseguire anche qui. Eppure non voglio smettere.
E dopo tutto questo discorso inutile, concludo dicendo che settimana prossima andrò al mare con Milady De Winter e andremo anche a trovare la Dea Eris e quindi del resto mi importa poco e nulla, le brutte facce si dimenticano in fretta.
L'ho chiuso come poi ho chiuso con quello che qui chiamerò il Branco.
Ero già scocciato per diverse cose e il fatto che praticamente tutto l'hinterland milanese fosse improvvisamente a conoscenza dei miei post, nei quali tra l'altro parlavo anche di persone a me care e dei loro problemi, mi ha lasciato l'amaro in bocca, convincendomi che era ora di allontanarmi dal Branco.
Tenevo molto al mio sito, molto più di quanto si possa pensare. Non era praticamente visitato da nessuno, ma me ne importava sempre meno, era il mio rifugio e in esso riversavo le mie emozioni del momento.
Mi è stato detto, anche da persone che mi vogliono bene, che devo smetterla di utilizzare questa forma di comunicazione, che il diario si tiene chiuso nel cassetto e non pubblico sul web. Mi è stato detto che la colpa è mia, e va beh. Forse è vero, ma l'unica cosa che mi è rimasta da questa esperienza è una grande nostalgia del mio vecchio blog.
Probabilmente quando avrò la forza di rimetterci mano - per ora è escluso - riverserò tutti i post su questo nuovo blog, mettendoli privati, tanto per dare continuità alla cosa e non rinnoverò il contratto con aruba.
Come ho detto, avevo già deciso di lasciare il Branco quando è successo il patatrac.
Con la differenza che invece che andarmene normalmente, ho dato l'impressione di essermene andato con la coda tra le gambe, che può anche essere vero. Sicuramente me ne sono andato da perdente.
E addosso mi è rimasta una gran brutta sensazione, che non riesco a debellare. Stasera ho incrociato i loschi figuri artefici della distruttiva lettura, grazie a uno sveglione che li ha invitati nonostante fosse al corrente della storia. "Così al massimo chiarite", in realtà ho scoperto che mi hanno tolto il saluto. Io li ho salutati, ma poi sono rimasto in ansia tutta sera, con una gran voglia di andarmene. Tornare nel Branco è escluso, anche se io sono un mangiatore di carogne e di carogne lì ce ne sono in abbondanza.
Sto male solo al pensiero di rivedere ancora le loro facce.
Dopo due anni di Branco, mi è rimasto solo un gran senso di colpa - grazie - e una ancora più grande delusione. Delusione perché invece di chiarire - anche se nemmeno io ho una gran voglia di farlo - si preferisce evitare di salutare. Delusione perché il Branco era nato con l'idea di essere un luogo dove scrivere liberamente e il mio risultato è stato quello di chiudere il luogo dove scrivevo liberamente. Delusione perché nessuno mi ha chiesto di tornare, però mi hanno chiesto di restituire i soldi della cassa, che tenevo io - sono 35 euro. Delusione per i dubbi e le domande e le certezze di cui neppure ho voglia di parlare.
E ora ho la fissazione di non scrivere cose troppo dettagliate, nomi o nick conosciuti, per non farmi inseguire anche qui. Eppure non voglio smettere.
E dopo tutto questo discorso inutile, concludo dicendo che settimana prossima andrò al mare con Milady De Winter e andremo anche a trovare la Dea Eris e quindi del resto mi importa poco e nulla, le brutte facce si dimenticano in fretta.
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seghe mentali,
vogliadisbranare
martedì 8 giugno 2010
Devono essere stati gli occhiali da sole
Stamattina arrivo alla solita via che percorro da quasi quattro anni, vicina all'ufficio e regolarmente bloccata dal camion che raccoglie spazzatura, con gli omini della spazzatura che trascinano sacchi e bidoni con la stessa vitalità di un impala in avanzato stato di decomposizione, mi fermo all'angolo della strada aspettando che si muovano e mi lascino passare. Dietro il camion si forma la coda delle auto che devono passare, in direzione opposta alla mia. La strada è stretta e il camion la occupa interamente. Gli omini della spazzatura finiscono il loro duro lavoro, alcuni escono dal bar muniti di brioches e bottigliette d'acqua con cui rifocillano gli altri omini. Intanto, dietro alla coda di macchine che pazientemente aspettano di passare, è comparsa una punto rossa che non fa altro che sfanalare e accecare tutti i milanesi nel raggio di sei chilometri quadrati, tranne gli omini della spazzatura che non si accorgono di nulla e continuano a spartirsi i viveri. Finalmente si riparte, la punto sfanalante è praticamente in mezzo alla strada a cavallo fra le due corsie. Alla guida c'è una pazza con gli occhiali a mosca (nessuna traccia di sole questa mattina, ma con tutta la luce che ha fatto lei abbiamo ormai su Alpha Centauri ci invidiano), io le passo di fianco e lei, con gesto da signora, agita la mano come a dire che-cazzo-stai-facendo.
Non contenta, abbassa anche il finestrino e mi urla: "Ma dove vai che di qui non puoi passare?! Hai bloccato tutti!"
Tralasciando il velato consiglio di ripetere l'esame di teoria dell'esame per la patente alla gentile pazza dall'abbagliante facile, mi chiedo come abbia fatto a vedere la mia C1 rossa e non l'immenso e puzzoso camion della spazzatura color verde acido, con tutti gli omini sparsi completi di brioche, sacco dei rifiuti e divisa giallo evidenziatore.
Non contenta, abbassa anche il finestrino e mi urla: "Ma dove vai che di qui non puoi passare?! Hai bloccato tutti!"
Tralasciando il velato consiglio di ripetere l'esame di teoria dell'esame per la patente alla gentile pazza dall'abbagliante facile, mi chiedo come abbia fatto a vedere la mia C1 rossa e non l'immenso e puzzoso camion della spazzatura color verde acido, con tutti gli omini sparsi completi di brioche, sacco dei rifiuti e divisa giallo evidenziatore.
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Modificando
Ho modificato un po' il profilo di questo strambo blog.
Lo sciacallo è un animale che mi affascina. In realtà pensavo di mettere Coyote come nick, ma assomiglia troppo ad un'altra parola e avrei scatenato l'ilarità e gli insulti di Milady De Winter e della Dea Eris.
Che tra l'altro sembra si divertano molto a insultarmi, dev'essere terapeutico.
Potrei aprire un'attività.
Lo sciacallo è un animale che mi affascina. In realtà pensavo di mettere Coyote come nick, ma assomiglia troppo ad un'altra parola e avrei scatenato l'ilarità e gli insulti di Milady De Winter e della Dea Eris.
Che tra l'altro sembra si divertano molto a insultarmi, dev'essere terapeutico.
Potrei aprire un'attività.
sabato 5 giugno 2010
martedì 1 giugno 2010
Succhiasangue
- Non guardare il sangue che esce. - mi ha detto ieri la tizia con gli occhi azzurri che mi ha fatto il prelievo.
- Non mi fa impressione. - ho risposto.
In ogni caso preferivo il mio sangue al suo trucco.
Una puntura e via, non senti niente, resta solo un piccolo livido.
Poi capita che il tuo collega più giovane, che normalmente lavora dalle 6 alle 20 con una pausa di mezz'ora, decida che sia ora di andarsene e trova lavoro, da un giorno all'altro, e dà le dimissioni, da un giorno all'altro.
E il tuo capo, che di anno in anno si fa più viscido e più ricco, che prima tesseva le lodi del giovane dipendente, decida che è una persona che va punita e che non merita niente, nemmeno l'ultimo stipendio, del quale non si sa come annullare il bonifico fatto ma si troverà il modo.
Gli operai al bar ridono fino alle lacrime per la notizia del pestaggio di una coppia di "ricchioni di merda" alle Colonne di S. Lorenzo.
Non guardare il sangue che esce.
Una puntura e via, non senti niente, resta solo un piccolo livido.
- Non mi fa impressione. - ho risposto.
In ogni caso preferivo il mio sangue al suo trucco.
Una puntura e via, non senti niente, resta solo un piccolo livido.
Poi capita che il tuo collega più giovane, che normalmente lavora dalle 6 alle 20 con una pausa di mezz'ora, decida che sia ora di andarsene e trova lavoro, da un giorno all'altro, e dà le dimissioni, da un giorno all'altro.
E il tuo capo, che di anno in anno si fa più viscido e più ricco, che prima tesseva le lodi del giovane dipendente, decida che è una persona che va punita e che non merita niente, nemmeno l'ultimo stipendio, del quale non si sa come annullare il bonifico fatto ma si troverà il modo.
Gli operai al bar ridono fino alle lacrime per la notizia del pestaggio di una coppia di "ricchioni di merda" alle Colonne di S. Lorenzo.
Non guardare il sangue che esce.
Una puntura e via, non senti niente, resta solo un piccolo livido.
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